BANDO DI CONCORSO “MYRICAE”, PER COMPONIMENTI POETICI
ZONA promuove e organizza la collana di antologie poetiche “Myricae” e seleziona
poesie di autori contemporanei ispirate alle fondamentali tematiche pascoliane.
Gli Autori selezionati parteciperanno di diritto al Premio “Myricae” consistente nella
pubblicazione di una silloge poetica edita da ZONA.
La prima antologia pubblicata ha titolo Dolce natura, almeno tu non menti.
Come partecipare
Per partecipare è sufficiente che ogni Autore invii da 1 a 3 poesie inedite su un file di
Word o PDF a mezzo posta elettronica all’indirizzo collanamyricae@gmail.com, allegando
una scheda con i propri dati anagrafici – luogo e data di nascita, indirizzo di
residenza – completa dei recapiti personali telefonici e email, e una dichiarazione nella
quale indica di essere l’unico autore delle opere inviate e di possederne tutti i diritti.
Viene inoltre richiesto, ove disponibile, un curriculum letterario.
Nel caso in cui l’Autore preferisca inviare i propri componimenti, unitamente ai propri
dati, stampati su carta, può farlo inviando il plico all’indirizzo Editrice ZONA, via dei
Boschi 244/4, 52041 Pieve al Toppo (Ar).
Tutti i materiali dovranno pervenire entro il 10 maggio 2009.
La partecipazione è gratuita e agli Autori non viene richiesto alcun contributo.
Partecipando alla selezione si autorizza la pubblicazione gratuita dei propri testi
nell’antologia e nei materiali di comunicazione legati alla collana.
Il trattamento dei dati personali sarà regolato ai sensi della Legge 31/12/1996 n. 675.
La selezione
La selezione delle poesie da antologizzare avviene a insindacabile giudizio della redazione
della casa editrice ZONA.
Gli Autori selezionati verranno informati dell’inserimento in antologia esclusivamente a
mezzo posta elettronica, con indicazione dei tempi e modalità di uscita del volume.
L’antologia
La prima antologia della collana “Myricae”, dal titolo Dolce natura, almeno tu non
menti, racchiuderà poesie che avranno come tema dominante i “bozzetti naturalistici”.
La natura, in tutte le sue forme e i suoi colori, si presta come “tana” per il poeta, che in
lei trova un rifugio, una carezza, un mezzo per evadere dalla realtà, dagli stress giornalieri,
dagli impegni futili, dagli eccessi della società. La natura vista come locus amenus, il
contrasto città-campagna, la distruzione dell’ambiente, la libertà simbolica effusa dal mare,
ma anche – come nella più nota e profonda poetica pascoliana – il piccolo orticello, una
passeggiata in un bosco, la maestosa solitudine della montagna, i germogli primaverili, le
afe estive.
Questi elementi rappresentano alcuni degli spunti per le poesie che verranno scelte e
inserite nell’antologia.
Editrice Zona – via dei Boschi, 244 int. 4 – loc. Pieve al Toppo – 52040 Civitella in Val di Chiana (Ar)
tel/fax 0575.411049 – 338.7676020 – www.editricezona.it – info@editricezona.it – P. IVA 00021220991
Premio “Myricae” – Prima edizione
Gli Autori selezionati e pubblicati in antologia, parteciperanno di diritto al concorso on
line “Myricae”, il cui vincitore avrà diritto alla pubblicazione di una silloge di propri
componimenti – in numero minimo di trenta e massimo di cinquanta – raccolti in un
volume edito da ZONA.
Il concorso “Myricae” si articola come segue:
• l’incipit – composto di tre versi – di ogni componimento inserito in antologia verrà
pubblicato, unitamente al nome dell’autore, nella sezione “Myricae” del sito internet
www.editricezona.it. La pubblicazione on line degli incipit avverrà congiuntamente all’uscita
in libreria dell’antologia e resterà attiva per 60 giorni.
• i lettori potranno esprimere la loro preferenza per uno degli incipit, inviando il loro
voto di preferenza a mezzo posta elettronica all’indirizzo info@editricezona.it;
• l’incipit che avrà ottenuto più preferenze risulterà vincitore della prima edizione del
Premio “Myricae” e il suo Autore verrà invitato da ZONA a inviare la propria silloge per la
pubblicazione. ZONA sottoscriverà con l’Autore vincitore un accordo di edizione per la
pubblicazione della silloge.
Informazioni e recapiti
Per ogni necessità di chiarimenti e ulteriori informazioni, contattare l’indirizzo di posta
elettronica info@editricezona.it o i numeri 0575.411049 (dal lunedì al venerdì, ore 9,30-13
e 16,30-19,30) e 338.7676020.
Editrice Zona – via dei Boschi, 244 int. 4 – loc. Pieve al Toppo – 52040 Civitella in Val di Chiana (Ar)
tel/fax 0575.411049 – 338.7676020 – www.editricezona.it – info@editricezona.it – P. IVA 00021220991
Archiviato in: Uncategorized
Leggere Kairos di Cinzia Luigia Cavallaro significa conoscere una storia d’amore senza un lieto fine, soffrire, immergersi nei flutti annichilenti dell’amore. Leggere Kairos significa leggere l’amore nel suo momento di illusione, di splendore, di disillusione, di dolore.
I versi sono brevi; molte composizioni sono brevi: allora breve è l’amore? allora breve è il suo splendore? Forse si. Almeno lo è per Cinzia. Si parte dall’originaria operazione di piantamento del seme dell’amore e si arriva, percorrendo sentieri tortuosi, spinosi e oscuri, alla dissoluzione, al nulla, o quasi. Infatti la stessa autrice, nell’ultima poesia della silloge, ci suggerisce:
Quel poco che
resta di me
vaga per il mondo.
Senza meta
e
senza te.
Che cosa è quindi per Cinzia amare? Amare è frantumarsi, ridursi, annullarsi. Amore è sinonimo di abnegazione. Infatti si legge in più poesie, laddove l’illusione prende piede e si impadronisce dei versi, la volontà di “perdermi in te”, di sentirsi “un tutt’uno con te prima ancora di essere me”, “le vie sono senza senso in assenza di te”. Questo perché lui, colui il quale dovrebbe essere il fruitore del suo amore, colui il quale è il motivo per il quale Cinzia si autoannulla, è il suo “pane quotidiano”, la sua casa (“io dimoro in te”).
E cosi l’anima di Cinzia, senza il suo pane quotidiano, senza la sua casa, è “sgretolata, annullata, dissolta”. Anzi di più:
Li è rimasta
l’anima mia
sul tavolo da cucina
sopra la tovaglia
bianca e blu.
Archiviato in: Uncategorized
Un verso giocondo
Ti nascondo
con amore
il mio amore
profondo:
te lo propongo
sotto due righe vagabonde
due parole tonde
in un verso giocondo:
tu:
il mio mondo…
DA “APOLOGIA”
Archiviato in: Uncategorized
Come se io fossi con loro eterno
.. ..
Sento che le amate mani di mia madre
mi accarezzeranno sempre
che la viva voce di mio padre
mi cullerà sempre…
.. ..
come se resteranno con me in eterno…
…noi nell’infinità…noi senza la morte…
.. ..
Sento che la mia vita sarà infinita
che gusterò sempre di mia madre le torte
che guarderò sempre con mio padre la partita…
.. ..
come se io fossi con loro eterno…
.. ..
Sento da mio padre e da mia madre
che anche loro li credevano sempre viventi
che i loro padri -sussurrano- si sono spenti
e sulla loro illusione è sceso l’inverno…
.. ..
come se ora il cuore fosse fermo…
sento che non mi sento più eterno…
da APOLOGIA
Archiviato in: letterarura
Canto funebre di versi, inno ri-vitalizzante di una poesia che ama e si fa odiare e toglie re-spiri, so-spiri e vane verità al poeta. Poeta è colui che non si arrende alla barbara indifferenza come unica attenzione concessa alle sue rime e maturo produce l’ apologia del suo nettare. “Apologia” appunto è il titolo ed il modus con cui Michele Delpiano, giovane poeta barlettano, si schiera dalla parte di parole svuotate dalla superficialità di un lettore pieno di leggerezza…e le trasforma.
La sua è una preghiera delicatamente vigorosa, un invito a lottare per la purezza del verso e la semplicità del pensiero.
Le sezioni in cui la raccolta di poesie in questione viene scandita indicano un percorso: maturazione del poeta in quanto tale, in quanto uomo, della sua vita in quanto poesia. Lo stile classico rende i componimenti fotogrammi granulosi della pellicola essenziale che è esistenza. Dall’Io originario si diramano intimi scorci familiari e sentimenti inviolabili. Tentativo mirevole per la sopravvivenza dell’ars poetica.
RECENSITO DA CLAUDIA GORGOGLIONE
Archiviato in: letterarura
LA FANCIULLEZZA
La fanciullezza vedo sorridere e danzare
spensierata tra le vie e i campi scorazzare
e sulla rena rialzarsi e cadere
e sul viso felice si lascia vedere.
In un baleno, però, si allontana
da me alla ricerca di una nuova tana…
Quanto mi manca la coperta di lana
in cui m’avvolgevo senza sapere
a sera se la mia anima fosse da lavare.
Non v’eran nel cuor se non gioie
nel cuor non v’era alcun tremare
nel cuor mio non v’eran strade spoglie.
Malgrado le mie vere voglie
la fanciullezza non vedo danzare più
davanti a me, e non la vedrò più…
se non di sfuggita nelle righe
dei miei ricordi…ma la sentirò
ancora viva e ancora la cullerò
dentro di me: li si, ancora danza e ride
e raccoglie fiordalisi e selvatiche spighe.
da “Apologia”
Archiviato in: letterarura
Apologia
In difesa mia e della poesia
l’anima mia vi invia
un’apologia.
Vi canto il verde e il celeste
vi narro di concerti e di feste
vi apro in ogni verso il mio cuore
vi parlo del mio amore
per lei e delle mie tempeste
interiori e del rumore
assordante della coscienza.
Perché evitate la nostra conoscenza?
Perché sboccano risate
dalle vostre bocche in permanenza?
Perché non apprezzate
la musica ora dolce ora scontenta
degli umili versi in rime baciate?
Ascoltate ascoltate:
questa musica lenta
questa mia cantilena
questa musica quieta
non sarà mai violenta
questa poesia in piena
questa luce irrequieta
non sarà mai spenta
questa mano che vi fa pena
questa mano è intenta
a filare perenni parole di seta.
